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Da il Fatto Quotidiano del 04.02.2010 pag. 22
 
di Gianni Barbacetto
 
FORMIGONI, UNO DI LORO
 
Roberto Formigoni? È ineleggibile. Lo dice una legge dello Stato, la numero 165, che vieta ai presidenti di regione
più di due mandati consecutivi. Formigoni è ininterrottamente al vertice della Lombardia dal 1995 e si è ora candidato
addirittura per il suo quarto mandato. Il primo (1995-2000) non conta, perché non c’era ancora l’elezione diretta e a eleggere
il presidente allora era il consiglio regionale. Ma poi Formigoni è stato rieletto, dai cittadini lombardi, nel 2000 e nel 2005.
Dunque non può più ricandidarsi. Eppure lo ha fatto, nel silenzio generale. Nessuna reazione all’articolo del “Fatto Quotidiano”
(21 gennaio) dove si ricordava l’esistenza della legge 165. Eppure qualche cosa comincia a muoversi. Il primo a prendere
l’iniziativa è stato Giuseppe Civati, consigliere regionale ed “enfant prodige” del Pd milanese.
Già alla fine del 2009 aveva incaricato uno studioso, il professor Vittorio Angiolini dell’Università di Milano, di stendere un
parere giuridico sulla questione. Angiolini ha consegnato il 10 gennaio un’argomentata nota di 17 pagine (“Limite all’elezione
del presidente delle Regioni ordinarie dopo due mandati consecutivi”) in cui sostiene che la legge non apre dubbi interpretativi:
dopo due mandati consecutivi si diventa ineleggibili.
È poi nato su Facebook il gruppo “Diffondiamo la notizia: Formigoni è ineleggibile”, fondato dal consigliere regionale
dell’Italia dei Valori Stefano Zamponi, che per ora ha raccolto 600 iscritti.
Marco Cappato, candidato del Partito radicale alla presidenza della regione Lombardia, ha sollevato la questione e
promesso di presentare un ricorso contro la candidatura Formigoni.
Un altro giurista, la professoressa Margherita Raveraira dell’Università di Perugia, ha ribadito: “Sin dal 2004, quando
ancora non era concluso il primo mandato dei presidenti eletti a suffragio universale e diretto, la legge statale (numero 165)
ha stabilito, con precetto preciso e vincolante per le regioni, il divieto di tre consecutivi mandati. Essendo stato eletto già
nel 2000 e nel 2005, Roberto Formigoni non è dunque più rieleggibile”. Invece “Roberto, uno di noi” (questo lo slogan della
sua campagna elettorale) si dice già sicuro della riconferma: è incurante delle tante inchieste giudiziarie che mettono sotto
accusa i suoi uomini e il suo sistema di potere; figurarsi se si cura di quelle che considera solo astrusità giuridiche.
L’entourage del presidente ribatte che la sua nuova candidatura è legittima, perché la legge nazionale deve essere integrata
da leggi regionali, che non sono mai state fatte. Oppure che i mandati si contano escludendo anche il primo, quello 2000-2005,
perché la legge 165 è del 2004, quando il mandato era già in corso.
Al di là delle obiezioni giuridiche, che il professor Angiolini ritiene inconsistenti, c’è una questione politica.
Nella stessa situazione di Formigoni si trova un altro presidente di regione: Vasco Errani (Emilia-Romagna).
Sarà ricandidato dal Pd ed è uno dei pochi concorrenti del centrosinistra sicuri della vittoria.
Questo finisce per influire anche su Formigoni: pochi a Roma, anche a sinistra, hanno voglia di sollevare il problema per la
Lombardia, con il rischio di azzoppare anche il cavallo vincente in Emilia.