Nell'anno del crollo finanziario il Ferragosto ha tutto un altro significato. C'è poco da riposare e festeggiare per chi da mesi ha perso il lavoro o sopravvive con gli spiccioli della Cassa integrazione.
Chi ha il coraggio di augurare un buon Ferragosto ai pastori sardi che occupano l'aeroporto di Olbia, ai dipendenti Tirrenia (azienda prossima alla chiusura), ai precari della scuola che sognano un incarico annuale, agli informatici mandati a casa dalle società fallite, ai cassintegrati con contratto a scadenza?
In questo quadro allarmante c'è un Governo in grado di peggiorare il dato sulle entrate fiscali. Tremonti e Berlusconi da quindici anni prendono in giro gli italiani pubblicizzando una finta lotta agli evasori, salvo poi promuovere strumenti come lo Scudo Fiscale. Tutelando gli evasori salvaguardano il loro elettorato.
Il Dipartimento delle Finanze del Ministero dell'Economia ha rilevato una flessione del 2,8% delle entrate fiscali nei primi sei mesi del 2010 rispetto allo stesso periodo del 2009. Così, mentre le casse accumulano debito a spron battuto e anche pagare i Bot diventa un punto interrogativo, lo Stato incassa sempre di meno.
Il Ferragosto ai tempi della crisi deve diventare un momento di riflessione. Una volta di più bisogna analizzare gli sfaceli prodotti da questo Governo e farne tesoro in attesa delle prossime elezioni.
Bisogna mandare a casa Berlusconi e la sua claque. Per questo la priorità rimane il voto. Tuttavia, visto che da più parti vi è la richiesta di un Governo tecnico, ribadisco che l'Italia dei Valori è pronta a valutare l'ipotesi purché si tratti di un esecutivo garantito dal Capo dello Stato. Un esecutivo a scadenza prefissata che serva per fare una nuova legge elettorale e a garantire il pluralismo dell'informazione.
Antonio Di Pietro